Sogno un ballo speciale e nell'attesa vivo, cercando di meritarlo!

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If there’s a sexier sound on this planet than the person you’re in love with cooking over the crepes you made for him, I don’t know what it is.

Julie Powell, Julie and Julia: 365 Days, 524 Recipes, 1 Tiny Apartment Kitchen


Libro

Tisana

Pangocciole

🙂

ps_ per fare questi simil Pangocciole ho aggiunto pezzetti di cioccolato fondente a questo impasto.


Sapevo che con questo dolce ti avrei sorpreso, perché se la genetica non sbaglia la smisurata passione per il cioccolato da qualcuno dovrò pur averla presa. E sempre da te ho preso un carattere che ancora fatico a decifrare, di bassa autostima e dolorante sensibilità, che maledico spesso, lo ammetto, ma che mi permette di notare ogni tuo particolare, anche quello che gli altri spesso calpestano.
Mi piace vederti ridere e saperti far ridere, anche con quelle idiote imitazioni.
Mi fai arrabbiare ogni volta che ti lasci mettere da parte, che non difendi te stessa, che non ti vuoi bene.
Mi si spezza il cuore ogni volta che mi dici che a nessuno importa di te.
Ti guardo ammirata ogni volta che mi racconti di quando siamo nati e di quanto ci hai difeso da chi proferiva solo parole di sentenza.
Ti ringrazio di avermi insegnato il valore del “niente”.
Mi piace quando, ancora oggi, quando mi vedi affaticata nei miei pensieri, mi “disturbi” solo per darmi un bacio sulla fronte.
Mi rasserena… chissà se te l’ho mai detto.

Auguri, mamma!

Leggera variazione della “Diabella


Cosa fare quando vostra madre, in preda ad un attacco di sconto-promozione-treperdue-mania, torna tutta soddisfatta dal supermercato con 20 kg di mele golden, in uno stato di evidente, evindetissimo, anzi evidenterrimo deterioramento fisico?

Ma ovvio!!!!!! Impugnate Mr. Mestolo e, come me, date vita alla Mela-Marathon: manifestazione non competitiva (giusto perché in casa vostra sarete gli unici partecipanti di fronte ad un pubblico di esseri dalle fameliche fauci), non dilettantistica (inzomma non è per tutti, ecco :D), a partecipazione obbligatoria (eh beh, quale umano sano di mente sceglierebbe volontariamente di passare tutto un sabato a cucinare?!?).

Vi ho entusiasmato eh? 😀

E allora, io che non mi do mai per vinta, ispirata dal sacro fuoco di Nonna Papera, grembiule indossato, ho scorso l’intera mia raccolta di culinario sapere alla ricerca della ricetta innovativa.

Sì perchè di torta di mele, cupcake alla mela, biscotti ripieni di mela, non se ne poteva più!

Ed ecco, quindi, l’idea: realizziamo lo Strudel!

Per ingredienti e tutto il resto, mi sono avvalsa della proposta di GialloZafferano e ho seguito alla lettera il procedimento.

Ora prima che iniziate a sghignazzare, sappiate che a dispetto dell’orrendo aspetto (quasi mi ci scappa uno scioglilingua ;D) il gusto è veramente ottimo! Provatelaaaaa!

Ps_ Lo so che sembra un bacarozzo ma hey, era il primo tentativo 😀 magari chiuderlo sul fondo sarebbe stato meglio 😉

Pps_ un giorno migliorerò nella fotografia, abbiate fede!

Ppps_o_PrincipessaConsiglia: attenzione al consumo di mela cotta, perchè… stimola, stimola parecchio 😀


Buon pomeriggio sognatori!!!! 🙂

Eccoci di nuovo qui con una bella ricettina ed un nuovo dilemma culinario.

Perchè Principessa ci proponi questa ricetta?

La scelta di questo dolce, oltre alla ovvia “Perchè è uno dei miei dolci preferiti 🙂 ed E’ BUONISSIMOOOOOO!!!”, scaturisce da diverse motivazioni:

  1. Perchè non è vero che certi dolci si possono comprare solo in pasticceria e non si possono riprodurre a casa!
  2. Perchè questo per me è un periodo abbastanza duro, soprattutto dal punto di vista universitario e ieri avevo proprio voglia (e bisogno!) di staccare il cervello per qualche ora! 🙂
  3. Perchè mi piace sperimentare e questa ricetta non l’avevo mai provata!
  4. Perchè Mr Mestolo ieri facevo l’offeso, visto che era un po’ di tempo che lo lasciavo da solo nel cassetto e sia mai che mi tenga il broncio 😀
Un po’ di storia…

Dopo la grande (ohhhh!) diatriba scaturita sulla differenza tra un muffin ed una capcake, ieri mi sono chiesta “ma il Krapfen e il bombolone sono la stessa cosa?

(se in questo momento state pensando alla probabile risposta, sappiate che frasi del tipo “Stefy, hai cambiato spacciatore?” o “Fatti vedere da uno bravo!” o “Machissenefrega!” sono già state proferite da chi ha la sfortuna di conoscermi dal vivo ahahah!)

Navigando tra i risultati prodotti dal Google-spazio, sembra che la risposta più plausibile sia SI, il bombolone non è altro che l’italianizzazione dell’originale Krapfen.

Di seguito vi riporto quello che il fedele http://www.taccuinistorici.it afferma:

Sembra accertato che i Krapfen siano originari della zona di Graz, capoluogo della Stiria, città dell’Austria meridionale dove venivano confezionati in occasione del carnevale, e venduti caldi direttamente per strada.
Due le interpretazioni sull’origine della parola “krapfen”:
– la prima la farebbe nascere dal termine antico tedesco “krafo” (frittella);
– la seconda la legherebbe al nome della pasticcera austriaca Veronica Krapft, che avrebbe inventato una sorta di frittella tonda rigonfia, arricchita all’interno con un cucchiaio di marmellata, originariamente di albicocche.
La fama dei Krapfen, conosciuti già nel ‘600 in Baviera come “Faschingsk Krapfen auf Grazer Art (Krapfen di carnevale al modo di Graz), si diffuse velocemente in tutte le regioni di lingua tedesca, fra le quali anche l’area dell’attuale trentino.
Questa specialità austro-tedesca, oggi presente in molte regioni italiane con vari nomi: bombolone, bomba, crafen, crafen, krafel, krafen, krafeln, indica una frittella dolce confezionata con pasta lievitata a forma di palla o di ciambella, spesso farcita con marmellata o crema, e spolverizzata di zucchero. La ricetta originale prevederebbe comunque un requisito essenziale: lo strutto, da utilizzare sia per ammorbidire ed emulsionare l’impasto, che per friggere i singoli pezzi.

(articolo originale qui)

Ma veniamo ora alla ricetta.

Piccola premessa: pur avendo fatto una ricerca approfondita su questa dolce, non sono riuscita a trovarne la ricetta originaria, per cui quella che qui vi riporto è una delle tante versioni. Quindi, se qualche “Guru del Bombolone”, dovesse passare di qua, mi scuso già da subito per eventuali inesattezze! 🙂

Ingredienti per circa 40 bomboloni (sono tanti lo so, ma avevo 8 bocche da sfamare :D)

  • 600 gr di farina di forza (o farina Manitoba)
  • 40 gr di lievito di birra fresco (oppure una bustina e mezzo di quello secco)
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 100 gr di burro
  • 4 uova medie
  • 2 bicchieri di latte
  • la scorza grattugiata di un limone
  • un pizzico di sale
  • strutto (o olio di oliva) per friggere

A piacere si può aggiungere:

  • la scorza di un arancio
  • vaniglia (in bacca o essenza) o vanillina

NOTA: Seguendo le ricette dello Chef Luca Montersino ApertaParentesi Ma quanto è sexy l’uomo che parla di cucina? ChiusaParentesi ho capito che per ottenere un impasto tipo da pasticceria bisognerebbe usare un’impastatrice *ok questa mi è uscita a scioglilingua* , io però non la possiedo quindi ho usato la frusta elettrica con i ganci. Se non avete nemmeno questo attrezzo, non disperate, perché si può fare anche a mano ma dovete lavorarlo parecchio.

Procedimento:

  • fate sciogliere il lievito di birra in uno dei due bicchieri di latte tiepido;
  • in una ciotola mettete la farina, lo zucchero e piano piano, continuando ad impastare, aggiunetei il lievito disciolto nel latte (e a seguire anche l’altro bicchiere di latte);
  • quando avrete raggiunto la consistenza di una pasta pane (abbastanza morbida) aggiungete una alla volta le uova, sempre continuando ad impastare. Vanno aggiunte una alla volta per dare tempo alla maglia glutinica della farina di assorbire i liquidi (delle uova) senza che diventi un acquitrino 😀
  • Dopo aver impastato per un bel po’, otterrete una pasta molto molto morbida (anche appiccicosa) ma molto elastica. Così la pasta è perfetta!
  • Ora aggiungete poco alla volta il burro (ammorbidito), la scorza del limone e il pizzico di sale.
  • Impastate ancora un altro po’ e poi mettete tutto a lievitare in un luogo caldo per almeno due ore.
  • Passate le due ore (l’impasto sarà aumentato circa del doppio) riprendete la pasta, reimpastatela un altro po’ (sarà appiccicosa, quindi potrete usare tranquillamente della farina normale per lavorarla), stendetela col mattarello in una sfoglia alta circa mezzo centimetro.
  • Ora con un bicchiere, una tazza o un qualsiasi altro oggetto rotondo, tagliate dei dischi e rimetteteli a riposare su un tagliere, coperti, per un’altra mezz’ora (torneranno ad aumentare di volume).

Ora finalmente potremo cuocerli 🙂

  • Fate scaldare lo strutto o l’olio d’oliva sul fuoco e tramite la prova dello stuzzicadente, attendete che arrivi alla temperatura giusta!

NOTA a proposito della cottura: ieri mi sono accorta che i bomboloni devono cuocere ad una temperatura più bassa di quella dei soliti fritti. Per capirci, se voi, immergendo un bombolone nell’olio, vi accorgete che “fa molte bolle” e la pasta diventa scura subito, allora vuol dire che la temperatura è troppo alta e dovete abbassare la fiamma (altrimenti verranno stracotti fuori e crudi dentro – ovviamente io ci sono riuscita :D).

Sembra strano ma devono cuocere lentamente e vi assicuro che comunque non assorbiranno unto.

Dopo averli fritti, asciugateli e rotolateli nello zucchero semolato 🙂
Et voilà! 😉

Non amando la nutella, io li ho riempiti di crema pasticcera! Belli vero?

Ok, ok, sono una bomba calorica, ma d’altronde ieri era martedì GRASSO mica si poteva fare un dolce LIGHT, no? ;-D

Ed ora, buona dieta di Quaresima a tutti 😀

Princess_S


Buona domenica sognatori!!!! 🙂

La ricetta che oggi Mr Mestolo ed io vi presentiamo è direttamente ispirata dal nostro amico Gabbianino, che con il suo parlar di baci ci ha fatto venire voglia di preparare questo meraviglioso dolce, per questo GRAZIE G.! 🙂

Un po’ di storia…

Andando alla ricerca dell’origine di questo dolce mi sono imbattuta in una presentazione meravigliosa, quindi invece di usare parole mie vi riporto quanto scritto nel sito www.taccuinistorici.it

«Dammi cento baci, mille baci e ancora cento baci, e altri mille baci e ancora cento…», chiedeva il poeta latino Catullo alla sua Clodia, nel I sec. a.C.
Da quei tempi, sotto il cielo degli innamorati, nulla di nuovo. Oggi, come allora, unire le proprie labbra a quelle dell’altro è il primo, soave momento della verità.
C’è chi ritiene che il biscotto chiamato Bacio di dama raffiguri l’unione delle labbra, essendo formato da due dischi d’impasto saldati insieme da marmellata, crema o cioccolato. Altri basandosi sugli ingredienti che lo compongono, ne giustificano il nome ricollegandolo alla dolce bocca femminile.
Se vogliamo indicarne una qualche data di nascita, possiamo collocarla alla fine dell’Ottocento. Contesa è l’area d’origine, identificabile tra Liguria e Piemonte. La ricetta, che prescriveva mandorle, burro e zucchero, sconfinò nelle zone limitrofe, dando origine alle tante varianti italiane. Nell’area delle riviera ligure e di Diano Marina il bacio arricchito di cacao nacque probabilmente attorno al 1910.
Consigli per una degustazione solitaria:
prendere un Bacio, porlo tra le labbra, e immaginarsi la bocca della persona amata da addentare con languida passione.  (commento personale: *_* *_*)

(link all’articolo originario)

Ingredienti (per 8 persone):

  • 250 gr di mandorle o nocciole intere (dipende dalla versione dei “baci” che scegliete, io avevo le mandorle e ho usato quelle)
  • 220 gr di burro
  • 250 gr di farina 00
  • 220 gr di zucchero (anche a velo)
  • 150 gr di cioccolato fondente
  • la scorza grattugiata di un’arancia (a piacere)

Procedimento:

  • tritate finemente le mandorle/nocciole assieme allo zucchero, fino ad ottenere una farina.
  • ora in una ciotola unite questo composto a tutti gli altri ingredienti e con le mani lavorate il tutto fino ad ottenere una pasta liscia. NOTA: l’impasto è simile alla pasta frolla quindi va lavorato poco, velocemente e con il burro freddo di frigo.
  • una volta ultimato l’impasto riponetelo in frigo per almeno 3 ore.
  • Passate le 3 ore riprendete l’impasto e con le mani realizzate delle palline del diametro circa di una moneta da 5 cents e disponetele, ben distanziate, su una placca ricoperta da fogli di carta da forno.
  • Infornate per 10 minuti a 180° (dovranno essere estratti ancora molli)
  • Fate sciogliere a bagno maria (o in microonde) il cioccolato fondente
  • Una volta raffreddati i biscottini, unitene due insieme con il cioccolato fondente e voilà, il vostro bacio è pronto 🙂
  • Piccola variante: se volete ottenere dei baci al cacao aggiungete all’impasto 50 gr di cacao amaro in polvere.

Bon Appétit!!! 🙂

Princess_S

ps: spero che da voi ci sia il sole e non nevichi come qui! *sniff* 😦

pps: dimenticavo, d’obbligo dopo la degustazione, un bel ballo 😉


Si sa, il cammino della vita è lastricato di domande alle quali ogni giorno cerchiamo di dare risposta.

Essere o non essere?” si chiede Amleto, “Il mondo finirà davvero nel 2012?” si domandano altri, “Ma chi è la misteriosa morosa “stabile” di Silvi?” si attanagliano altri ancora.
Per non sminuire quesiti di cotale calibro introspettivo e filosofico anche io sono mesi che sforzo il mio cervello per cercare di capire :”Ma che differenza c’è tra un Muffin ed una Cupcake?”

*Mr Mestolo dice :” Eh sono proprio problemi seri questi, Principessa!*

Puoi dirlo forte caro Mr Mestolo! 😀 (e smettila di guardarmi con quell’ aria saccente! :-P)

Ti dirò di più, questo dubbio non me lo pongo solo io ma è un vero e proprio mistero irrisolto che fa discutere l’umanità!

C’è chi dice che la differenza risieda nel fatto che i cupcake siano decorati e i muffin no, c’è chi sostiene invece che ciò che cambia è il rumore che i due dolci producono se lanciati contro un muro (no cioè va bè!) e poi c’è anche chi dice che il cupcake è più simile (come impasto) ad una torta mentre il muffin è assimilabile al pane.

Insomma, diciamolo, è un gran casino! 😀

(Ah dimenticavo, ci sono poi anche quelli più pragmatici che affermano “Machissenefrega della differenza, basta che se magni!” 😀 Ok, la mia è una traduzione un po’ “libera” ma l’inglese non rendeva così bene 😉)

Detto questo, la scorsa settimana, stanca di sentirmi logorare dentro dal dubbio e dovendo realizzare alcune torte da vendere per una raccolta fondi parrocchiale, ho deciso di tagliare la testa al toro e unire le due ricette :-D.

Ho quindi preso la ricetta che la bravissima Titli espone qui e una volta cotti e raffreddati i muffin li ho decorati con la glassa reale, facile, delicata e che indurisce rapidamente.

La glassa reale si realizza montando a neve ferma un albume con 150gr di zucchero a velo e un cucchiaino di succo di limone. La glassa, a vostro piacimento, può essere colorata e resa più o meno densa variando la quantità di zucchero a velo.

I miei Muffin 🙂 risultato finale!

Se vi volete sbizzarrire con decorazioni differenti, vi consiglio di consultare tutti i vari tipi di “frosting” (= ghiaccia o glassa) elencati in questo bellissimo blog!

Ed ora, come direbbe Julia “Bon appétit!” 😉

Princess_S



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