Che tenerezza ripensare al periodo delle scuole medie.

Per chi, come me, è nato e cresciuto in un paesino di periferia, dove é già molto che sia presente un asilo ed una scuola elementare, il passaggio al “grado” superiore d’istruzione coincide anche con l’ingresso nel mondo dei grandi. Mi ricordo ancora l’euforia con cui mi accingevo a fare il mio primo viaggio in autobus. Finalmente avevo l’occasione di incontrare persone “diverse” da me, ragazzi e ragazze che provenivano dalla città, ragazzi e ragazze che non conoscevo fin dall’asilo, persone nuove da conoscere e scoprire. EVVAI!

Il tempo delle medie é anche il periodo delle prime consapevoli prove di socialità.

E’ il periodo delle prime “cotte”, è il periodo dei “morosini di una settimana”, è il periodo delle milioni di confidenze con le amiche durante la ricreazione, di solito rifugiate dentro ai bagni (chissà poi perché).

Quando alle scuole medie ti piaceva “uno” lui era sempre l’ultimo a saperlo.

Non appena qualche ormone guizzava dentro di te, la prima cosa da fare era “il consulto con l’amica/amiche del cuore” per capire cosa fare e come farlo. In pochissimi secondi si creava una tavola rotonda – che neanche fossimo al Pentagono – di “espertissime di problemi di cuore” e si discuteva il caso.

Ma gli piacerò? ma come faccio a farmi notare? ma qualcuna di voi lo conosce? sapete se sta già con una? Ecco alcune delle vitali domande che imploravano risposta.

Dopo giorni di analisi, ricerche meticolosissime, appostamenti, raccolte di indizi, finti interessamenti verso gli amici di “lui” e interrogatori, si arrivava al verdetto congiunto: “Ok, Principessa, puoi salutarlo!”.

Ah che dolcezza il tempo delle medie!

Ma gli anni inesorabilmente passano, si cresce, alcune di queste amiche restano e insieme si tenta di diventare adulti.

A distanza di 10 anni (sì, dai facciamo 10 anni :P) non si sa come/quando/perchè, certe dinamiche amicali variano completamente. Ma queste variazioni sono tanto subdole quanto lente e un bel giorno, ti alzi la mattina, alla velocità di un triplo salto mortale ne prendi coscienza ed a quel punto, non puoi far altro che esclamare :”Ehy, ma… FERMI TUTTI! Cos’è successo?”.

A distanza di 10 anni, a volte accade che, dal giorno alla notte, certi amici SCOMPAIANO NEL NULLA.

In realtà, guardando a ritroso, il processo è più graduale: indizi come, sms che non ricevono più risposta, estrema difficoltà nel riuscire a trovare tempo per parlarsi o vedersi, il “come va?” che diventa domanda retorica, dovrebbero essere un campanellino d’allarme.

In preda ad una crisi Marzulliana, in un susseguirsi di domande e risposte che creano altre domande, prima di compilare l’identikit dell’amico e inviarlo alla Sciarelli, decidi che forse, razionalmente, è meglio calmarti e provare a capirci qualcosa.

Hai dei problemi con lo studio? Stai vivendo un periodo impegnativo al lavoro? Hai qualche problema familiare di cui non mi vuoi parlare?

“No no no!!! Niente di tutto questo… mi sono solo fidanzata!”

Dopo alcuni minuti in cui il tuo volto cerca di assumere uno sguardo misto tra il felice, lo schockato e il dubbioso, riesci solo a dire “EMBEH! non ci sentiamo da 3 mesi per questo?” e non appena pronunciata la domanda, in risposta scattano frasi che neanche Dawson nei tempi migliori ed in cuor tuo, fino all’ultimo, speri lei possa non proferirle.

Eh va beh ma le cose cambiano!

Ora ci sono altre priorità!

Ma ti prometto che ci vediamo, devo solo vedere se Moroso è d’accordo“.

Ed in chiusura, “Ci sentiamo presto ehperiodo ipotetico dell’impossibile.

Perdita d’identità personale, DawsonCreekite acuta, parole distaccate dai fatti… ma da quando il fidanzarsi è diventata una malattia? Amicizia e amore sono mutuamente esclusivi? E’ un fenomeno generalizzato o succede solo tra donzelle? Mah!

Princess_S

Annunci