Sono giorni che mi scervello per trovare un titolo adeguato a questo post, eh niente, non riesco a mettere in fila una frase che possa riassumere meglio questo viaggio.

Sarà banale ma “Grazie” è forse quella che più fa al caso mio.

“Grazie” anzi “Gracias”, che è molto più bello da pronunciare (oddio, ma quanto è bella la musicalità della lingua spagnola?), non è solo la parola da me più ripetuta in questi giorni di GMG, ma è forse quella che descrive meglio, che racchiude in sé, tutto quello che ho ricevuto in terra spagnola.

Sì, esatto, ricevuto. Perché vi avevo detto che questo viaggio era un dono e così volevo viverlo, e l’essermi messa in completo ascolto di tutto ciò che di positivo e negativo mi sarebbe capitato, è stata una predisposizione vincente.

Per questo, forse, il modo migliore per raccontarvi la “mia” GMG, è quello di riportare qui alcuni dei tanti regali che mi sono portata a casa.

Vista della valle di Lecrin - Talarà

I magnifici paesaggi visibili dalle colline di Talarà. Le distese di fichi d’india, agrumeti e oleandri bianchi e rosa.

L’affetto delle “rezdore” (casalinghe) andaluse che ci preparavano i pasti e tutte le ricette che non mi hanno voluto svelare 😛

Il sapore delle tortillas, del gazpacho, del chorizo piccante e del mélon (anguria bianca).

Il sorriso di Lucia e la Croce benedetta fatta a scoubidou.

Manola, 90enne, e i suoi passi di danza.

Peppino e il suo incitarmi a mangiare dicendomi che gli sembravo deperita.

Padre Javier e i suoi ragazzi.

La messa recitata in spagnolo e il “Padre nostro” cantato tenendoci per mano.

Gli abbracci e le lacrime gioiose di chi ringrazia e dice “Adios!”.

La bandiera dei paesi Baschi in cambio del mio cappellino del pellegrino italiano.

Il ragazzo americano e il suo “Peace Bro!” come segno della pace.

L’abbraccio e i sorrisi tra un ragazzo palestinese e uno israeliano.

L’incontro con un Ollian fan alla Chueca e il suo “Non mollare!”.

Il sorriso disarmante di un ragazzo colombiano e il suo “Tu eres una persona muy cariñosa”.

La tempesta che ci ha permesso di testare la tenuta della nostra “tenda fai-da-te”.

I migliaia di volti rivolti verso il Cristo, durante la celebrazione della messa.

Dormire sotto le stelle.

La mancanza della doccia e del materasso.

La pazienza dei cittadini di Madrid (avete ragione, la stragrande maggioranza dei pellegrini è zozzona!).

La signora Maria e il suo chiedermi di pregare per lei perchè “le preghiere dei giovani arrivano prima al Cielo”.

“Ha ancora senso il messaggio cristiano oggi?” e la risposta di una bellissima ragazza irachena “Inizierà ad avere senso solo quando saremo disposti a scendere da cavallo!

(il verde speranza è d’obbligo!)

Princess_S

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