Mi stupisco sempre di quanto un piccolo dettaglio possa poi innescare un turbine di pensieri.Se le api trovano spazio costruiscono

Questa mattina, mentre in cortile annaffiavo il mio piccolo orto, un’ape si è posata sulla mia maglietta, forse attratta dal colore giallo sgargiante. In pochi secondi si è accorta che come polline non valevo proprio niente, e con la stessa rapidità con cui è giunta, è volata via.

Pochi attimi di interazione con questo esserino, mi hanno permesso di riflettere sul fatto che mi piacerebbe tanto che il mio cervello fosse organizzato a celle, proprio come quelle che vedete qui a fianco.

Tanti piccoli spazi, uno accanto all’altro, non per forza di forma esagonale, a grandezza variabile (per contenere così pensieri di varia misura – sì perché ne esistono di varie misure) e con la necessaria condizione che ogni spazio sia impermeabilmente, acusticamente e visivamente, isolato dagli altri.

Ovviamente poi, all’essere umano proprietario di tale cervello, spetta il compito di incasellare i pensieri ad uno ad uno, e aprire e chiudere le celle a sua discrezione.

So già che la mia insegnante di matematica delle superiori, si starà mettendo le mani nei capelli per queste mie parole, visto che lei per anni mi ha ripetuto che uno dei miei punti forti era quello di non ragionare per “compartimenti stagni” ma di riuscire a collegare nozioni diverse per giungere a risolvere problemi, che ad un primo sguardo, mostravano una sola possibile via risolutiva.

E’ un periodo che questa presunta abilità non riesco più a sfruttarla. Perchè?

Ci sono pensieri/problemi che vorrei, vorrei tanto, incasellare, allontanare, isolare, ma che prepotentemente richiamano la mia attenzione. Quando mi impongo di chiuderli nella loro “cella” questi però non ci stanno e si intrufolano meschini tra le altre celle, invadendole e infastidendole.

Non ho nozioni di psicologia, sociologia, e qualsiasi altra materia umanistica che faccia al caso mio, ma il dato di fatto che possiedo, è che ci sono persone che riescono a farlo; ossia che riescono a isolare persino i loro sentimenti ed a non farsi condizionare in tutti gli aspetti della loro vita.

E’ una questione caratteriale? c’entra forse una dose di menefreghismo/egoismo che non possiedo? Si può imparare?

Mah… l’unica cosa che so, è che in me qualcosa deve cambiare!

Princess_S

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