Non rivedevo la mia amica B. da circa un mese. Quando riesce a tornare per il weekend da Torino, dove lavora, ci prendiamo sempre una serata insieme per il “recupero chiacchiere”.

Ieri decidiamo di vederci per l’aperitivo e questa volta è accompagnata dal suo moroso O. Tra, una risata ed uno spritz, la serata scorre piacevole.

Ad un tratto però qualcosa non va, un dolore lancinante alla bocca dello stomaco le impedisce quasi di respirare. Di lì a pochi giorni deve essere operata, non c’è molto da fare: corriamo al pronto soccorso.

Le attribuiscono un codice verde, sappiamo già che dovremo aspettare a lungo.

La sala d’attesa è abbastanza affollata, ci saranno all’incirca 30 persone.

Mi piace osservare le persone.

Nell’angolo in fondo a destra c’è una coppia di giovani sposi, lei ha il volto appoggiato nell’incavo tra il collo e la spalla di lui, lui la abbraccia e la tiene stretta a sè mentre con una mano le accarezza il ventre; lui commenta l’orrenda scelta dei tendaggi della sala e lei in risposta abbozza un sorriso.

Di fronte a me c’è un’anziana signora, probabilmente a seguito di una caduta si è fatta male al braccio e con un foulard legato al collo, lo tiene vicino a sé. Non si lamenta del dolore, sorride sempre e accanto a lei la figlia, con sguardo scocciato, parla rumorosamente al cellulare “Non la si può mica lasciare da sola un minuto! Porca miseria!” è la frase tipica che ripete al suo interlocutore.

Alcuni bimbi sulla mia sinistra giocano con le costruzioni, una piccola creatura di circa un anno, mi guarda con due grandi occhioni verdi, ride e “nella sua lingua” mi invita a giocare con lei, allungandomi con la manina un pezzettino di Lego. Ha una vistosa fasciatura sul braccio, forse una scottatura. A distanza i suoi genitori litigano vistosamente recriminandosi a vicenda la colpa dell’accaduto.

La mia amica e il moroso camminano per la stanza, lui la guarda con quello sguardo che è proprio ed unico tra chi si ama, la sostiene nei suoi passi e con una mano le asciuga delicatamente le lacrime sul viso.

Di fronte al dolore ognuno reagisce a modo suo” mi sussurra un ragazzo che osservava me. “Era quello che stavo pensando” gli rispondo.

B. ora sta bene.

Princess_S

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