Amico: “E anche quest’anno è arrivato Natale! Che palle Stefy!

Proprio non mi piace questo periodo dell’anno…  sembra che si debba diventare tutti buoni per forza perché “A Natale puoi fare ciò che non puoi fare mai” o perché “A Natale si può fare di più” come dicono le canzoni.

Ma chi l’ha detto? Ma perché? E tutti gli altri giorni dell’anno? Non sopporto il senso di ipocrisia che aleggia nell’aria in questi giorni…

Per forza devo fare regali a parenti e amici perché “sta male” non farli e poi rischi di passare per quello poco educato o col braccino corto. Allo stesso modo, per forza, ricevo regali che non mi piacciono fatti da persone che a malapena conosco e che a malapena conoscono me. Inutile spreco di soldi!

Sempre per forza devo partecipare a cene familiari tra sconosciuti, e intervenire a chiacchiere e conversazioni vuote, vuote perché non ci conosciamo e non c’è volontà di conoscersi!

E poi chi l’ha detto che in questi giorni si debba essere per forza gioiosi! E se non lo sei tutti ti guardano in modo strano… ma io ho i miei problemi a cui pensare, non ho voglia di sorridere per forza, non c’è nulla da festeggiare!

Il Natale è solo un giorno come tutti gli altri!

Che senso ha? Che valore ha il Natale così, Stefy?”

Princess_S: “Ah così non vale niente!”

Amico: “E allora, perché continuiamo a festeggiarlo? Dovremmo abolirlo…”

Princess_S: “E se invece non fosse tutto qui? E se decidessimo di vivere questo giorno come un’occasione? Un’occasione per andare oltre e cambiare le cose… per capire cosa vale veramente per noi, per essere un po’ meno ipocriti e un po’ più coerenti, per conoscere meglio chi non conosciamo e ricordare a chi amiamo quanto gli vogliamo bene, per essere un po’ più altruisti e un po’ meno egoisti…

Amico: “Ma a che scopo tutto questo Stefy?”

Princess_S: Forse per riuscire a essere realmente felici?”

Buon Natale a tutti voi, sognatori!

Considero valore ogni forma di vita,
la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura il pasto,
un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente,
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo,
accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord,
qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare
e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Poesia di Erri de Luca, estratta da “Opera sull’acqua e altre poesie”, Einaudi Editore, 2002.

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