Avevo deciso di non pubblicare niente a riguardo, per lasciare questo mio blog intonso dallo schifo politico di queste settimane, che ahimè non è solo circoscritto ad un solo partito, ma riguarda forse l’intera collettività.

Ho trovato però, nel mio vagare nel web, questa riflessione un po’ fuori dal coro (e che condivido in ogni sua parola), di Massimo Bernardini, esposta durante la puntata del 6 novembre 2010 di Tv Talk.

Non commento oltre, e qui ve la voglio riproporre!

“Io vi dico la verità. Invidio sinceramente quanti, in questi giorni, hanno rimproverato, in nome della superiorità morale, le parole e i comportamenti del presidente Berlusconi. Li invidio, perché? Perché io, invece, ci vedo il peggio di quello che a volte diciamo, facciamo o anche solo pensiamo. Proprio noi… noi, noi maschi che per esempio adoperiamo certe espressioni da caserma, ma non abbiamo la delicatezza di accorgerci che qualcuno attorno a noi è profondamente turbato, ma anche noi professionisti dei media, che (…) non ci siamo ricordati che Ruby, anzi Karima, perché si chiama Karima e non Ruby, prima che una bella donna da concupire, è una ragazza minorenne problematica ed in fuga e, fino a poche ore fa, tale era, una che potrebbe essere semplicemente nostra figlia. Un figlia fragile, malgrado le apparenze. Cosa penseremmo se qualcuno di noi, ironizzasse, ammiccasse, peggio ancora approfittasse di una figlia così. Continueremo a darci di gomito? Continueremo a pubblicare queste fotografie, questi filmati hard,vergognosamente sdoganati, solo perché erano passate solo poche ore dal fatto che compisse 18 anni? E anche in questo, anche per questo, per il modo indegno con cui abbiamo trattato e strumentalizzato la fragilità di Karima, io non mi sento meglio del nostro Presidente. Ma proprio per questo, gli vorrei chiedere, sommessamente, di non rivendicare, davanti alle telecamere, i nostri difetti, le nostre miserie, le nostre porcate (bisogna chiamarle anche così, con il loro nome), come qualcosa di cui vantarsi allegramente. Ci sono cose di cui, tutti noi, dobbiamo semplicemente vergognarci, cose di cui chiedere scusa, cose che sono perfino inconfessabili a noi stessi e se qualcuno le deve perdonare, questo qualcuno ha la lettera maiuscola.

Aggiungo per chiudere, e mi scuso mentre lo faccio, una cosa personale. Da tanti anni, nella mia libreria, hanno un posto speciale due grandi artisti, si chiamano Pier Paolo Pasolini e Giovanni Testori, due gay, meglio due omosessuali, ma soprattutto e innanzitutto, due grandi maestri che, purtroppo, sono pure scomparsi. Allora i miei figli, e qui mi tiro in ballo personalmente, quella “presenza scandalosa”, l’hanno sempre avuta sotto gli occhi. Ne sono stati contagiati. Mi hanno visto e mi vedono, continuamente, ricorrere ai loro libri, in cerca di spunti, di riflessioni, di idee (…). Oggi che non ci sono più, di Pasolini e Testori, mi mancano la lucidità, l’intelligenza, la compassione per gli altri, persino la loro scandalosa passione per Cristo.

Potrei mai dire, a questo punto, io, che sono migliore di loro? “

Princess_S

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